RCAuto. Il diritto al rimborso degli onorari stragiudiziali.
La Suprema Corte, con la sentenza n. 9849/2025, ha consolidato un orientamento ormai univoco: le spese legali sostenute nella fase precedente al giudizio (fase stragiudiziale) non sono "spese processuali", ma rappresentano una voce di danno emergente (art. 1223 c.c.).
I Requisiti per la Risarcibilità
Affinché il danneggiato possa ottenere il rimborso di quanto pagato per l'assistenza stragiudiziale prima della causa, devono sussistere tre condizioni fondamentali:
A) Utilità (Valutazione Ex Ante): L'intervento del professionista deve essere stato utile per agevolare la definizione della controversia o risolvere problemi tecnici complessi. L'utilità si valuta in base a ciò che era ragionevole prevedere prima del giudizio (Cass. SS.UU. 16990/2017). Non è risarcibile una spesa superflua o che non abbia concretamente aiutato a evitare il processo o a tutelare il danneggiato.
B) Congruità: Il compenso non deve essere esagerato. Se la spesa è sproporzionata, viene considerata un danno che il danneggiato avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza (art. 1227, comma 2, c.c.) (Cass. 2644/2018).
C) Autonomia (Non complementarietà): Le attività stragiudiziali devono avere una propria rilevanza autonoma. Se sono strettamente connesse e complementari all'attività giudiziale successiva, vengono assorbite nelle spese di lite del processo e non liquidate separatamente (Cass. SS.UU. 17357/2009; D.M. 55/2014).
Oneri di Prova e Procedura
Essendo qualificate come "danno emergente", queste spese non possono essere liquidate semplicemente inserendole nella nota spese del processo, né possono essere compensate con le somme liquidate per l'attività giudiziale (Cass. 24481/2020) in quanto devono essere oggetto di una specifica domanda di risarcimento del danno.
Il danneggiato ha, quindi, l'onere di allegare e provare l'avvenuto esborso o l'impegno economico assunto (Cass. 15732/2022).
Per ottenere il riconoscimento degli onorari stragiudiziali, quindi, il danneggiato deve dimostrare che l'atività del professionista sia stata necessaria e utile prima della causa, che il compenso richiestogli è proporzionato all'attività svolta e - richiedendone il risarcimento come voce di danno all'interno dell'atto di citazione - fornendo prova della parcella emessa dal profesionista (fattura) e del relativo esborso (quietanza o pagamento).
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